Il gruppo studia le principali alterazioni genetiche nella leucemia linfoblastica acuta e la loro possibile valorizzazione come bersagli terapeutici. In particolare, si concentra su alterazioni del gene PAX5, del gene KMT2A (precedentemente noto come MLL) e del gene CRLF2 nelle LLA a cellule T, tutte associate a sottogruppi ad alto rischio di ricaduta di malattia.
– Il filone su PAX5 è guidato da Grazia Fazio
– Il filone su KMT2A è coordinato da Michela Bardini e riguarda soprattutto (ma non solo) la forma specifica di leucemia che si sviluppa nel primo anno di età (detta per questo ‘infant’).
– Il filone su CRLF2 è coordinato da Chiara Palmi e riguarda un sottogruppo di LLA a cellule T, nel quale questo gene è più attivo rispetto ad altri pazienti.
Queste attività includono anche lo studio di possibili strategie di drug targeting e di riposizionamento farmacologico.
Team: Grazia Fazio (Post Doc Senior, Fondazione Tettamanti), Alessia Curto (PhDSt, UniMib), Nicolò Peccatori (MD-PhD, UniMib), Michela Bardini (Post Doc Senior, Fondazione Tettamanti), Luigia Valsecchi (Post Doc, Fondazione Tettamanti), Simona Procopio (PhDSt, UniMib), Chiara Palmi (Post Doc Senior, Fondazione Tettamanti), Mayla Bertagna (Post Doc, Fondazione Tettamanti), Stefano Rebellato (Post Doc, Fondazione Tettamanti), Domenico Gaspari (ricercatore, Fondazione Tettamanti).
Questo filone di ricerca, guidato da Michela Bardini, si occupa della leucemia che insorge nel primo anno di vita, una forma particolarmente aggressiva e spesso associata a riarrangiamenti del gene KMT2A. L’attività comprende studi genetici e funzionali per capire i meccanismi biologici alla base di questa forma di malattia e individuare potenziali vulnerabilità terapeutiche.
Questo filone include anche lo studio del gene Musashi, che codifica proteine che legano l’RNA, fondamentali nel mantenimento dello stato staminale, nella differenziazione cellulare e nei processi di tumorigenesi.
Team: Michela Bardini (Post Doc Senior, Fondazione Tettamanti), Luigia Valsecchi (Post Doc, Fondazione Tettamanti), Simona Procopio (PhDSt, UniMib).
Alcune alterazioni genetiche possono insorgere già durante la vita intrauterina, rimanendo silenti per anni prima di evolvere in malattia conclamata.
Il gruppo, coordinato da Chiara Palmi, studia il passaggio dalla predisposizione genetica, alla pre-leucemia e poi alla leucemia vera e propria, per identificare i fattori che innescano la trasformazione maligna.
Team: Chiara Palmi (Post Doc Senior, Fondazione Tettamanti), Mayla Bertagna (Post Doc, Fondazione Tettamanti), Denise Acunzo (Post Doc, Fondazione Tettamanti).
Questa linea di ricerca si occupa dello studio della predisposizione genetica ereditaria alla leucemia: ambito relativamente recente, che mette in discussione l’idea tradizionale della leucemia come malattia esclusivamente sporadica.
Il gruppo indaga le varianti genetiche trasmesse dai genitori che possono aumentare il rischio di sviluppare la malattia, aprendo prospettive nuove in termini di prevenzione e diagnosi precoce. Con la profilazione molecolare sistematica di tutti i pazienti alla diagnosi, per l’identificazione delle anomalie genetiche (il cosiddetto “passaporto genetico”) e l’integrazione dei dati genetici con i dati sulla malattia residua minima, è possibile la personalizzazione delle terapie.
Il filone di ricerca si inserisce anche in un contesto internazionale: il Prof. Cazzaniga è responsabile del committee “Genetic Variation” dell’International BFM Study Group (Berlino, Francoforte e Münster Study Group), dedicato proprio allo studio delle alterazioni genetiche ereditarie nella leucemia pediatrica.
Team: Grazia Fazio (Post Doc Senior, Fondazione Tettamanti), Laura Bettini (MD-PhD, UniMib), Stefano Rebellato (Post Doc, Fondazione Tettamanti), Domenico Gaspari (ricercatore, Fondazione Tettamanti), Lucia Bruno (ricercatrice, UniMib).